Ogni mese di attesa restringe le opzioni disponibili
Il nuovo Codice della Crisi d’Impresa impone agli imprenditori un dovere di rilevazione tempestiva. Intervenire presto non è solo una possibilità: è un obbligo, e determina quali strumenti di tutela sono ancora accessibili.
Tensione di liquidità persistente
Ritardi nei pagamenti a fornitori, banche e dipendenti: quando la tensione di cassa dura oltre tre mesi, il rischio di insolvenza irreversibile sale rapidamente.
Patrimonio netto eroso o negativo
Una perdita che riduce il patrimonio netto sotto i minimi legali obbliga a intervenire: la mancata ricapitalizzazione espone gli amministratori a responsabilità personale verso i creditori.
Debiti fiscali e contributivi
Cartelle esattoriali e debiti previdenziali accumulati: la rateizzazione ordinaria non è sempre sufficiente e le procedure concorsuali possono ridurre significativamente l’esposizione.
Responsabilità degli amministratori
Proseguire l’attività in stato di insolvenza espone gli amministratori a responsabilità civile e penale. Chi agisce tardi rischia di rispondere personalmente dei debiti aziendali.
Dalla composizione negoziata al concordato preventivo
Il Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza del 2022 ha introdotto strumenti nuovi per affrontare la crisi in anticipo rispetto all’insolvenza. Conoscerli e usarli nei tempi giusti fa la differenza tra la continuità e la liquidazione.
Assistiamo l’imprenditore nelle fasi di composizione negoziata della crisi, accordi di ristrutturazione dei debiti, piano attestato di risanamento e concordato preventivo, coordinando l’intervento con professionisti attestatori e advisor finanziari.
Strumenti a confronto
Azienda ancora solvibile ma in difficoltà: è il momento ideale per la composizione negoziata.
Trattative riservate con i creditori, possibilità di misure protettive, continuità operativa.
Situazione di insolvenza già conclamata o imminente.
Piano con continuità aziendale o liquidatorio omologato dal Tribunale.
Gestione legale integrata della crisi
La crisi d’impresa richiede competenze che vanno oltre il diritto fallimentare: societario, fiscale, lavoro, contrattuale. Coordiniamo tutti gli aspetti.
Prevenzione e allerta precoce
Assistiamo gli organi di controllo e gli amministratori nell’adottare i modelli organizzativi richiesti dal Codice della Crisi per la rilevazione tempestiva degli indicatori di crisi.
- Analisi indicatori di crisi ex art. 3 CCI
- Adeguamento assetti organizzativi
- Protocolli di segnalazione interna
Procedure e accordi di ristrutturazione
Dalla composizione negoziata al concordato preventivo, seguiamo l’intera procedura: dalla predisposizione del piano alla negoziazione con i creditori fino all’omologazione.
- Accordi di ristrutturazione dei debiti
- Piano attestato di risanamento
- Concordato preventivo in continuità o liquidatorio
Ristrutturazione riuscita: cosa significa in concreto
Un intervento legale tempestivo nella crisi d’impresa produce risultati misurabili.
Azienda che continua a operare
Il concordato in continuità e gli accordi di ristrutturazione permettono all’azienda di continuare l’attività durante la procedura, mantenendo contratti, dipendenti e clienti.
Debito ridotto e rinegoziato
Le procedure concorsuali consentono di ridurre il debito complessivo e di negoziare condizioni di pagamento sostenibili, spesso includendo una falcidia significativa del debito chirografario.
Responsabilità degli amministratori limitata
L’avvio tempestivo delle procedure tutela gli amministratori da responsabilità personale per i debiti contratti dopo l’insolvenza, un rischio spesso sottovalutato nelle crisi che si trascinano.
Come gestiamo la crisi d’impresa
Un percorso strutturato che parte dalla diagnosi e arriva all’omologazione o alla soluzione stragiudiziale.
Diagnosi della crisi
Analizziamo la situazione finanziaria, societaria e contrattuale per identificare il grado di crisi, le cause e gli strumenti giuridici disponibili nel caso specifico.
Scelta dello strumento
Definiamo la procedura più adatta (composizione negoziata, accordo di ristrutturazione, concordato) in base alla situazione debitoria, al settore e agli obiettivi dell’imprenditore.
Negoziazione con i creditori
Conduciamo o assistiamo nelle trattative con banche, fisco, fornitori e altri creditori per ottenere accordi di pagamento sostenibili e il consenso al piano di ristrutturazione.
Procedura e omologazione
Seguiamo l’intera procedura giudiziaria o stragiudiziale fino all’omologazione dell’accordo o al decreto del Tribunale, con assistenza continuativa durante tutta la fase.
Aziende in crisi che hanno trovato una via d’uscita
I casi sono resi anonimi nel rispetto del segreto professionale.
PMI manifatturiera: accordo con le banche
Un’azienda manifatturiera con 45 dipendenti aveva accumulato debiti bancari insostenibili a seguito del calo di commesse post-pandemia. Il patrimonio era ancora positivo ma la liquidità si esauriva in tre mesi.
Attraverso la composizione negoziata abbiamo ottenuto misure protettive, bloccato le azioni esecutive e negoziato un accordo di ristrutturazione con riduzione del 40% del debito bancario e piano quinquennale.
Società commerciale: continuità con piano
Una società del commercio all’ingrosso con debiti verso fornitori e fisco per circa 2 milioni di euro si trovava in stato di insolvenza. Il titolare voleva evitare la liquidazione e mantenere il marchio costruito in 20 anni.
Abbiamo predisposto un piano di concordato in continuità aziendale con soddisfacimento dei creditori privilegiati al 100% e chirografari al 30%, ottenendo l’omologazione del Tribunale.
Crisi d’impresa: le domande più urgenti
Risposte chiare per chi si trova in una situazione di difficoltà finanziaria.
La composizione negoziata è uno strumento pre-concorsuale riservato, dove un esperto indipendente facilita le trattative con i creditori senza procedura giudiziaria vera e propria. Si usa quando l’azienda è in crisi ma non ancora insolvente. Il concordato preventivo è invece una procedura concorsuale giudiziaria, usata in situazioni di insolvenza già conclamata o imminente, che richiede omologazione del Tribunale.
Sì, è un rischio reale. Chi continua a gestire l’azienda in stato di insolvenza senza attivare le procedure previste risponde personalmente verso i creditori per i danni causati. Il Codice della Crisi ha rafforzato gli obblighi di rilevazione precoce e di attivazione tempestiva: la responsabilità degli amministratori è un tema sempre più centrale nelle procedure concorsuali.
In molti casi sì. Le procedure concorsuali (concordato, accordi di ristrutturazione) consentono di trattare anche i debiti fiscali e previdenziali, ottenendo dilazioni, riduzioni (falcidia) e stralci. Le norme sono cambiate nel 2022 e aprono spazi di negoziazione più ampi rispetto al passato, inclusa la possibilità di trattare IVA e ritenute in certi contesti. Ogni situazione va analizzata caso per caso.
La composizione negoziata dura tipicamente da 3 a 6 mesi. Gli accordi di ristrutturazione richiedono tempi variabili in base alla complessità delle trattative. Il concordato preventivo può richiedere da 1 a 3 anni tra deposito del piano, votazione dei creditori e omologazione. Durante queste procedure, se vengono richieste le misure protettive, le azioni esecutive dei creditori sono sospese.
